Cosa fare con lerezione prolungata


cosa fare con lerezione prolungata

Se non viene trattato in tempi utili, il priapismo — oltre a risultare piuttosto fastidioso ed imbarazzante — determina lesioni permanenti ai tessuti del pene, esitando in disfunzione erettile impotenza. Sintomi e classificazione Le varie forme di priapismo vengono suddivise in due grandi categorie: quelle ischemiche o a basso flusso priapismo venoso e quelle non ischemiche o ad alto flusso priapismo arterioso.

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Nel priapismo arterioso, invece, il pene appare caldo, eretto ma non troppo rigido, quindi comprimibile e generalmente indolore. Cosa fare con lerezione prolungata con priapismo ischemico possono sviluppare anche delle forme intermittenti, sperimentando nel tempo ripetuti episodi erettivi intervallati da altri di detumescenza. Questo tipo di priapismo colpisce soprattutto i pazienti con patologie ematologiche. Cause e conseguenze del priapismo Il priapismo è una condizione abbastanza rara, che più che veri e propri fattori causali riconosce numerosi, possibili, elementi predisponenti.

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Nella maggior parte dei casi, inoltre, il fenomeno si presenta nella forma a basso flusso; come anticipato, in simili circostanze si parla di priapismo venoso. Dopo qualche ora, in assenza di un ricambio ematico, le cellule muscolari lisce iniziano a soffrire per la carenza di ossigeno; lo stato di acidosi locale, con aumento della viscosità ematica, ed edema delle trabecole, favorisce il mantenimento dello stato di priapismo, ostacolando il drenaggio ematico.

Il priapismo ad alto flusso è meno comune di quello ischemico ed è legato ad un aumento del flusso arterioso nei corpi cavernosi, non sufficientemente smaltito dalle normali vie di deflusso venoso.

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Cosa fare con lerezione prolungata virtù della ricca ossigenazione del sangue arterioso, in questi casi non vi è alcuna ripercussione sulla capacità erettile del pene. Cosa fare in presenza di priapismo? In caso di priapismo a basso flusso, comunque, è bene concentrarsi innanzitutto sulla correzione del drenaggio venoso.

Stefania Del Principe 0 Comment 0 Se pensate che la disfunzione erettile riguardi una piccola fetta della popolazione, vi sbagliate di grosso. Solo in Italia, ben tre milioni di persone soffrono di tale disturbo.

Dal ghiaccio ai farmaci vasocostrittori Le strategie terapeutiche meno aggressive risolvono la maggior parte dei casi di priapismo; è quindi raccomandato iniziare da queste.

In caso di fallimento del precedente intervento, si procede ad iniezione intracavernosa di simpaticomimetici, effettuata iniettando sostanze vasocostrittrici nei corpi cavernosi del pene, come fenilefrina, norepinefrina, etilefrina, epinefrina e metaraminolo.

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Trattamento del dolore Per il trattamento del dolore è indicata la graduale transizione dai FANS agli oppiacei. Prima di optare per una soluzione chirurgica, è bene ripetere più volte la procedura di iniezione intracavernosa di simpaticomimetici.

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