Come ho torturato il mio pene


Rinchiuso nel ghetto di Varsavia, fu costretto ad assistere impotente alla deportazione di sua moglie e di due suoi figli a Treblinka, il 14 agosto Il 29 aprileinsieme ad un altro figlio, Katzenelson fu deportato ad Auschwitz.

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Il testo che riportiamo è tratto dal canto n. Come ho torturato il mio pene dobbiamo essere tanto umiliati in questo mondo?

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Un tempo ho creduto in voi, vi ho confidato le mie pene e le mie gioie, le mie lacrime e i miei sorrisi — voi non siete migliori della terra, di questo mucchio di letame! Vi ho amato come si ama una donna. Ma ora se ne è andata, dissolta come schiuma.

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Vi siete presi gioco di noi, del mio popolo e della mia stirpe! Da sempre ci avete presi in giro — anche i nostri padri, anche i nostri profeti!

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Verso di voi hanno alzato i loro occhi, nella vostra fiamma si sono accesi; sempre fedeli, per nostalgia di voi si sono consumati. Aprite le porte, cieli, spalancatele, e lasciate entrare i figli del mio popolo massacrato, del mio popolo torturato.

Ti piace vero vedermi segare un altro uomo Marcoti è piaciuto sta notte?? Io amo possederloe ieri mio caro amico mi ci ha fatto venire due volte La confusione di Stefano era totaleera eccitatogelososconvoltoe sopratutto inerme.

Katzenelson, Il canto del popolo ebraico massacrato, Firenze, Giuntina,pp. Versione poetica di D. Vogelmann dalla traduzione dallo yiddish di S. Sohn Azioni sul documento.

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