Erezione dopo orchiectomia, Cancro al testicolo e conseguenze sul benessere psico-sessuale


Quando si riceve una diagnosi di cancro, sul momento si pensa solo a guarire, ma lo sguardo va subito anche ai trattamenti necessari per ottenere questo risultato, e alle loro conseguenze. Per questo motivo, e per la sede in cui si manifesta, la erezione dopo orchiectomia coinvolge più di altri tumori la sfera emotiva e l'identità sessuale del paziente in una fase critica della sua esistenza.

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  3. Maggio 14, 0 Cancro al testicolo e conseguenze sul benessere psico-sessuale Tra le malattie che minacciano la vita, il cancro si pone come evento tra i più traumatici e stressanti.

In generale tra i 60 e gli 80 anni la malattia si presenta in un uomo su otto. Nell'approccio terapeutico l'età avanzata non è tuttavia da ritenersi un deterrente a non tenere in considerazione la qualità della vita sessuale del paziente.

Da molto tempo ormai, infatti, la sessualità dell'anziano non è più un tabù, e diverse indagini effettuate da esperti dimostrano che la maggioranza degli ultrasettantenni ha un'attività sessuale soddisfacente.

Le cose cambiano se il tumore è più esteso e coinvolge i linfonodi addominali. Si parla in questo caso di "eiaculazione retrograda": il liquido seminale cioè, non viene eiaculato all'esterno ma risospinto indietro nella vescica.

Erezione debole dopo orchiectomia

Dopo tre mesi, infatti, con la chirurgia classica per l'asportazione della prostata circa quattro pazienti su dieci soffrono di incontinenza urinaria e dopo un anno il sintomo persiste in più di due casi su dieci. Più frequente ancora è la perdita della capacità erettile: dopo tre mesi dall'asportazione del tumore, sono ben otto su dieci gli uomini che soffrono di impotenza, e sei su dieci continuano ad avere problemi anche dopo un anno.

Anche nei casi in cui l'attività sessuale riprende nonostante erezione dopo orchiectomia della ghiandola, alle sensazioni piacevoli legate all'orgasmo non si assocerà comunque una vera e propria eiaculazione, poiché sono state asportate la prostata e le vescicole seminali deputate a produrre il liquido spermatico.

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Vi è talvolta l'eliminazione di liquido uretrale durante l'orgasmo. L'intervento chirurgico, invece, non altera il desiderio, che dipende da una condizione mentale e dalla presenza dell'ormone testosterone.

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L'intervento di prostatectomia, infine, rende impossibile la procreazione, ma questo di solito non è considerato un problema, vista erezione dopo orchiectomia avanzata dei pazienti. Queste ultime, pur non interferendo con la trasmissione nervosa, inibiscono la produzione di testosterone l'ormone pene dopo il vuoto e quindi rendono difficoltosa l'erezione.

Il paziente inoltre manifesterà i sintomi dell'andropausa: perdita di massa ossea, difficoltà sessuali, erezione dopo orchiectomia del desiderio, vampate di calore.

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L'impiego del robot Da Vinci erezione dopo orchiectomia al chirurgo di preservare le strutture nervose responsabili dell'erezione e permette, inoltre, di mantenere una buona continenza urinaria. Rispetto alla comune radioterapia, la brachiterapia offre, oltre al vantaggio della rapidità di intervento meno di 90 minutiuna sensibile riduzione del rischio di impotenza.

Entrambi i metodi non sono dolorosi, determinano una buona erezione riducendo il rischio di effetti collaterali, soprattutto cardiovascolari, di cui occorre tenere invece conto con l'uso dei farmaci per via orale. Si tratta di un cilindro trasparente in cui si inserisce il pene, intorno a cui crea una forma di vuoto, richiamando sangue nei corpi cavernosi.

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L'aspirazione dell'aria all'interno del dispositivo mediante una pompa, infatti, crea una diminuzione di pressione attorno al pene e un maggiore afflusso di sangue al suo interno. In questo modo il pene si ingrossa e l'erezione viene mantenuta tramite un anello di gomma posizionato alla base del pene. Un metodo erezione dopo orchiectomia radicale è la protesi peniena, che consiste nell'impianto di due componenti: l'una, all'interno dell'organo, è costituita da due cilindri dilatabili; l'altra, nello scroto, è una sorta di pompa che spinge un liquido all'interno dei due cilindri, inducendo l'erezione.

L'impianto si effettua in anestesia ed è permanente. Dopo una diagnosi di tumore che coinvolge la sfera sessuale molti uomini, infatti, vivono sentimenti di rabbia, rifiuto e autoaccusa che possono poi sfociare in ansia o depressione. Parlarne con qualcuno aiuta a confrontarsi con erezione dopo orchiectomia proprie paure. È possibile chiedere colloqui di supporto psicologico e di psicoterapia individuale o di gruppo. Molto spesso il disturbo è peggiorato da fenomeni irritativi dovuti alla radioterapia locale: in questi casi basta aspettare che l'irritazione passi per recuperare la continenza.

Se invece il danno dipende dai nervi, è possibile ricorrere a erezione dopo orchiectomia erezione dopo orchiectomia chirurgia plastica. La più semplice consiste in un'iniezione di collagene o di colloidi sintetici nell'uretra, il canale che conduce l'urina dalla vescica verso l'esterno. In questo modo il calibro di questo tubicino si restringe, trattenendo l'urina.

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È un intervento molto semplice ma riesce purtroppo solo nella metà dei casi, per migrazione della sostanza iniettata. Di conseguenza spesso va ripetuto nel tempo. La vita sessuale non finisce in sala operatoria Quelle che seguono sono alcune indicazioni proposte dalla Società americana di sessuologia per riflettere sulla propria vita di relazione prima, durante e dopo la malattia.

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